RIGENER-A-MI: Milano tra casa, biodiversità e futuro

16/06/2026

L’11 giugno 2026, alla Locanda alla Mano nel cuore di Parco Sempione, Regg3 ha portato in pubblico una domanda semplice e radicale: che cosa significa rigenerare Milano?

Con RIGENER-A-MI, il primo evento pubblico di Regg3, questa domanda è diventata un percorso condiviso tra dati, dialogo e partecipazione. Non un convegno tradizionale, ma un incontro pensato per leggere due sfide urbane cruciali, l’accesso alla casa e la biodiversità, attraverso una lente comune: il bisogno di impatto.

La scelta della location non è stata casuale. Locanda alla Mano è un progetto sociale nato per creare lavoro, autonomia e relazioni attraverso la ristorazione. Uno spazio aperto nel cuore di Milano, dove inclusione, quotidianità e città si incontrano davvero. Parlare qui di biodiversità, casa e futuro urbano non è stato solo una scelta di contesto, ma parte integrante del senso della serata.

L’evento si è svolto in occasione della Milano Green Week ed è stato possibile grazie ai partner: Comune di Milano, Milano Cambia Aria, Locanda alla Mano, Repower e Green Media Lab.

Un nuovo modo di leggere il valore

La serata si è aperta con Anna Favella e la lettura poetica, che ha introdotto il filo conduttore dell’evento: riconoscere che ambiente e società non sono risorse esterne all’economia, ma le condizioni stesse che rendono possibile il valore.

Da qui, Gigio Moratti ha portato il dialogo al cuore della visione di Regg3: ripensare l’economia come un sistema che deve misurarsi con limiti, equilibri e bisogni sociali e ambientali. Per farlo servono nuovi strumenti di lettura, capaci di rendere visibile il valore generato, consumato o rigenerato nei territori. Un valore che spesso l’economia tradizionale fatica a riconoscere.

È in questa prospettiva che Regg3 misura la domanda di impatto attraverso tre elementi: una soglia, cioè l’obiettivo da raggiungere; un valore di contesto, che descrive la situazione attuale; e un gap, la distanza tra i due. Più alto è il gap, più grande è il bisogno, e quindi lo spazio per generare impatto.

La città che chiede impatto

Il primo panel, “La città che chiede impatto”, ha coinvolto Marco Giachetti, Presidente della Fondazione IRCCS Ca’ Granda, ed Elena Grandi, Assessora all’Ambiente e Verde del Comune di Milano.

Con Marco Giachetti, il tema dell’abitare è stato affrontato attraverso il caso del Policlinico di Milano. Per finanziare la nuova ala dell’ospedale, la Ca’ Granda ha scelto di valorizzare parte del proprio vasto patrimonio immobiliare, destinando una quota anche a un progetto di social housing. Il punto centrale del suo intervento è stato il concetto di “ridare ai milanesi”: usare immobili nati da una storia collettiva non solo per generare risorse, ma anche per restituire casa, accessibilità e valore pubblico a una città sempre più esclusiva.

Con Elena Grandi, il focus si è spostato sul verde urbano come infrastruttura di resilienza. Da un lato, ha sottolineato il tema dell’accesso ai parchi a Milano, ricordando la presenza di grandi aree verdi anche nelle periferie, da Famagosta al Parco delle Cave, pur con alcuni problemi di gestione. Dall’altro, ha evidenziato la necessità di adattare la città ai cambiamenti climatici, portando come esempio un progetto di depavimentazione portato avanti dal Comune (Comune di Milano, 2026).

Dalla domanda alla risposta

La seconda parte della serata, “La risposta di impatto”, ha trasformato la riflessione in dati, mappe e casi concreti. Moderata da Jenny Salazar e Consiglia Ippolito, la sessione ha coinvolto il pubblico attraverso un questionario live e una lettura condivisa delle mappe di Regg3.

Sul tema dell’housing affordability, Regg3 ha applicato al Comune di Milano una soglia-obiettivo del 95%, intesa come percentuale di popolazione per cui il costo dell’abitazione dovrebbe risultare economicamente sostenibile. L’analisi mostra oggi un valore di contesto pari al 59,9% dei contribuenti milanesi, evidenziando quindi un gap del 35,1% rispetto all’obiettivo. Il dato misura l’accesso potenziale al mercato abitativo ai costi attuali, mettendo in relazione redditi e costo della casa. Il confronto con il livello nazionale permette di evidenziare quanto la pressione abitativa a Milano sia più marcata rispetto al contesto medio italiano. A livello nazionale, infatti, l’affordability si attesta all’86% rispetto alla stessa soglia-obiettivo del 95%, con un gap del 9%.

La mappa di Milano ha mostrato che questo gap non è uniforme, ma varia tra municipi, CAP e quartieri. Nel CAP 20121, che comprende anche l’area di Parco Sempione, il valore di contesto è pari al 44,8% rispetto al target del 95%, con una distanza dall’obiettivo di 50,2%. Anche in questo caso il contributo del pubblico è stato centrale: attraverso il QR code e il questionario interattivo, i partecipanti hanno potuto collegare la propria percezione dell’abitare ai dati territoriali, condividendo le proprie risposte.

Il secondo focus è stato dedicato alla biodiversità, letta attraverso il rischio di estinzione delle specie osservate sul territorio. La soglia ideale è 100, cioè uno scenario in cui tutte le specie osservate risultano fuori pericolo. Milano oggi si colloca a 84,9, con un gap di 15,1 punti rispetto al target; a livello nazionale, la distanza dall’obiettivo è più ampia e arriva a 41,48 punti.

Anche in questo caso, il dato non misura semplicemente quanta natura sia presente, ma il profilo di rischio delle specie osservate e valutate. Nell’area del Municipio 1, che comprende Parco Sempione, il gap scende a 11,9 punti, con 181 specie osservate.

Le risposte possibili

A partire da questi dati, Achille Lanzarini, Direttore Generale della Fondazione Patrimonio Ca’ Granda, ha portato la prospettiva di chi gestisce un patrimonio importante e può orientarlo verso risposte concrete al bisogno abitativo. Il tema non è solo valorizzare immobili e terreni, ma capire come il patrimonio possa diventare leva di rigenerazione, rispondendo ai bisogni del territorio e generando valore con finalità sociali.

In dialogo con Jenny e Consiglia, Christian Russo di Floresta ha raccontato il progetto Oasi Ca’ Granda: il più grande progetto agrituristico nella città di Milano, con quattro cascine, un parco di quattro ettari dedicato al ripopolamento vegetale e animale, e un’area agricola destinata a frutteti, riso e specie sperimentali.

Il suo intervento ha ricordato che “rigenerare significa anche tornare e rifare”. Ne sono un esempio gli isolotti artificiali e protetti dell’Oasi, creati al centro del lago e della zona umida per tutelare la biodiversità locale: infrastrutture vive, capaci di migliorare la qualità ambientale e la resilienza della città.

Rigenerare significa mettere in relazione

Dopo il Q&A finale, la serata si è chiusa con un momento di networking e il concerto live del Trio Bolla, che ha riportato il confronto in una dimensione informale e conviviale, tra musica e balli.

Il valore di RIGENER-A-MI è stato tenere insieme dimensioni che spesso vengono discusse separatamente: casa e biodiversità, dati e partecipazione, politiche pubbliche e iniziativa privata, fragilità urbane e risposte possibili.

Per Regg3, l’evento ha rappresentato un primo passo pubblico: portare fuori dai report e dai tavoli tecnici le domande che guidano la propria ricerca. Perché misurare l’impatto non significa soltanto produrre indicatori. Significa rendere leggibili i bisogni e costruire le condizioni per agire.

Identifica rischi e opportunità in specifici contesti territoriali.

Certifica gli impatti generati attraverso un'analisi approfondita di 12 indicatori sociali e ambientali.

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