Ogni organizzazione arriva a un momento in cui deve fermarsi e porsi una domanda onesta: non “cosa abbiamo realizzato?” ma “stiamo diventando quello che ci eravamo proposti di essere, e in quale direzione stiamo andando?” Quel momento, per Regg3, è adesso. Il 2025 è stato l’anno in cui abbiamo cominciato a verificare se le fondamenta che abbiamo costruito erano abbastanza solide da reggere un peso reale. Questo articolo è il resoconto di quella verifica, fatto in pubblico, perché crediamo che la credibilità che chiediamo agli altri di costruire cominci dalla credibilità che costruiamo noi stessi.
Approfondire la scienza
Al cuore di ciò che fa Regg3 c’è una convinzione: l’impatto positivo esiste solo in relazione ai bisogni reali di un territorio specifico. Non come una lista di criteri da soddisfare, né come un esercizio di conformità, ma come risposta a necessità territoriali misurabili. Quella convinzione richiede una metodologia rigorosa, e il 2025 è stato l’anno in cui l’abbiamo messa alla prova.
Il Protocollo Regg3 è il framework attraverso cui misuriamo l’impatto rigenerativo su 12 dimensioni sociali e ambientali. È alla base di tre strumenti che stiamo sviluppando in parallelo: Impact Explorer, ora online e accessibile alle organizzazioni pronte a mappare il loro potenziale rigenerativo; Impact Proof, attraverso cui abbiamo consegnato cinque progetti con risultati di cui siamo genuinamente orgogliosi; e Impact Exchange, la nostra infrastruttura per costruire un mercato dell’impatto, attualmente in costruzione.
Questa base scientifica è qualcosa che continuiamo a costruire attivamente. Nel 2025, abbiamo approfondito le collaborazioni di ricerca con università tra cui l’Università La Sapienza di Roma, l’Università di Cambridge e altre. Regg3 ha presentato ricerche sui contratti basati sui risultati al Politecnico di Milano e poi alla Conferenza SIIIC 2026 all’Università di Amburgo, dove il paper è stato sottoposto alla rivista della conferenza.
Guardando avanti, nel 2026 stiamo costruendo un Comitato Scientifico composto da esperti indipendenti che coprono le dimensioni di impatto al cuore del nostro protocollo, dalla biodiversità all’impronta ecologica, dall’acqua alla salute, dagli alloggi all’occupazione e all’impronta materiale. Il loro ruolo è affinare i nostri indicatori, sfidare le nostre assunzioni e ancorare la metodologia al pensiero interdisciplinare più rigoroso disponibile.
Un ecosistema costruito attraverso le relazioni
Regg3 si costruisce attraverso le connessioni, così come l’impatto significativo si misura attraverso il contesto. Nel 2025, abbiamo approfondito partnership in settori e geografie diverse: istituzioni pubbliche locali come il Comune di Milano, partner media come Green Media Lab, e organizzazioni internazionali come Canopy e Made in Britain. Non sono affiliazioni simboliche. Ognuna ha la sua forma: alcune aprono l’accesso a nuove reti di ricerca, alcune portano a eventi co-progettati, alcune ci portano in settori e territori che non avevamo ancora esplorato appieno. Con un occhio verso l’espansione internazionale, il nostro obiettivo non è accumulare collaborazioni, ma costruire il tipo di relazioni che rendono il lavoro migliore, per tutti.
Una comunità di confronto e scambio in crescita
Nel 2025, abbiamo pubblicato 50 articoli sul blog per i nostri lettori in italiano e inglese, mentre la nostra comunità LinkedIn è cresciuta di 3,6 volte. Più che un segno di visibilità, questa presenza in crescita riflette qualcosa per cui siamo genuinamente grati: persone che leggono, rispondono e si confrontano sulle domande su cui lavoriamo perché quelle domande contano anche per loro. Quello che si sta formando intorno a Regg3 non è semplicemente un pubblico, ma una comunità di dialogo e scopo condiviso.
Nel corso dell’anno, abbiamo anche partecipato a eventi in contesti di ricerca e networking, dal Recycling Expo a Londra a Ecomondo 2025 a Rimini e alla conferenza SIIIC all’Università di Amburgo. Ognuna di queste occasioni ci ha messo in contatto con persone il cui lavoro, prospettive e ambizioni risuonano con le nostre. Guardando avanti, momenti chiave già nel nostro calendario 2026 includono One Ocean Week a maggio, Milano Green Week a giugno ed Ecomondo 2026 a novembre.
La responsabilità inizia da noi
Misurare l’impatto per gli altri significa poco se non siamo disposti a tenerci agli stessi standard. Nel 2026, Regg3 si è ufficialmente unita all’Alleanza per l’Aria e il Clima del Comune di Milano, impegnandosi in azioni concrete sulla qualità dell’aria locale e la mitigazione climatica. Quell’impegno include l’organizzazione di sei eventi quest’anno, coinvolgendo circa 100 persone attorno a temi come la biodiversità, la qualità dell’aria, gli alloggi e i modelli di business rigenerativi. Una cosa è parlare di responsabilità. Un’altra è metterla in pratica.
Parallelamente, stiamo conducendo una ricerca di mercato in diversi paesi europei in settori tra cui bancario, costruzioni, tessile e agroalimentare, per capire meglio come le organizzazioni in contesti diversi interpretano la sostenibilità e il ruolo che i dati svolgono nel plasmare le loro decisioni.
La misura di ciò che viene dopo
Abbiamo iniziato con una domanda: stiamo diventando quello che ci eravamo proposti di essere? Guardando al 2025, la risposta onesta è questa: la direzione è giusta, le fondamenta sono reali, e il lavoro è onesto. Il 2026 mostrerà quanto quelle fondamenta possono portarci. Continueremo a esplorare, misurare e andare avanti. E continueremo a condividere quello che impariamo, perché questo, nel profondo, è lo scopo di Regg3.