Misurare ciò che conta: il framework contestuale di Regg3 al SIIIC 2026

03/02/2026

Nel cuore di Amburgo, in Germania, la 9ª Sustainable and Impact Investments International Conference (SIIIC) si è affermata come un hub dinamico di ricerca all’avanguardia e idee lungimiranti sulla finanza sostenibile. In rappresentanza di Regg3, Jenny Salazar e Gigio Moratti hanno avuto il privilegio di presentare un paper che ripensa il modo in cui gli Outcome-Based Contracts (OBC) possano allinearsi meglio alle reali priorità sociali e ambientali. Lo scambio vivace di idee e la forte attenzione alla misurazione dell’impatto hanno reso SIIIC molto più di un incontro accademico: è stata una piattaforma essenziale per far avanzare strumenti capaci di misurare davvero ciò che conta. Ci siamo trovati a un crocevia produttivo in cui il rigore accademico incontrava l’ambizione pratica, uniti da un obiettivo condiviso: far sì che la finanza funzioni per le persone e per il pianeta.

La conferenza SIIIC: costruire il futuro della finanza sostenibile

La Sustainable and Impact Investments International Conference è tornata ad Amburgo il 22 e 23 gennaio 2026, ospitata nella storica sede della Handwerkskammer e organizzata dalla Chair of Management and Sustainability dell’Università di Amburgo. Fondata nel 2017 dalla Sapienza Università di Roma, questa conferenza è cresciuta fino a diventare un evento di riferimento che riunisce studiosi, policymaker e professionisti da tutto il mondo per confrontarsi sui temi della finanza sostenibile e d’impatto. Questa edizione è stata co-organizzata con il Joint Research Centre della Commissione Europea e con istituzioni di ricerca partner in tutta Europa, ampliandone la portata e la profondità interdisciplinare.

L’agenda di SIIIC ha coperto temi che vanno dalla finanza sostenibile e dal reporting ESG al ruolo dell’IA nella finanza, alternando keynote e panel con esperti di primo piano come Robert Bauer, Katharina Beck e Andreas Hoepner. I ricercatori sono stati invitati a presentare lavori originali in diversi ambiti della sostenibilità, con opportunità di pubblicazione successiva su sedi riconosciute, a conferma dell’impegno della conferenza per qualità e rilevanza.

Il contributo di Regg3: far funzionare gli Outcome-Based Contracts per i territori

Il nostro contributo, intitolato “Measuring what matters: linking Outcome-Based Contracts to territorial impact demand”, affronta una sfida cruciale della finanza d’impatto: come allineare gli outcome contrattuali ai bisogni e alle priorità reali dei territori che intendono servire. Gli Outcome-Based Contracts tradizionali spesso legano i pagamenti a indicatori di performance predefiniti; tuttavia, questi indicatori possono risultare astratti o generici e non essere radicati nelle condizioni sociali e ambientali effettive.

Introducendo il framework context-driven di Regg3, il paper sostiene la necessità di ancorare gli outcome a baseline territoriali misurabili, trasformando gli OBC da semplici strumenti di misurazione della performance in leve capaci di guidare un cambiamento socio-ambientale rigenerativo. Questa impostazione sposta la logica contrattuale verso rilevanza locale e accountability, rendendo la finanza più reattiva alle sfide place-based invece che a benchmark “distaccati” dal contesto.

Per esempio, invece di fissare un obiettivo generico di occupazione o di riduzione delle emissioni, il framework individua prima i gap esistenti, come deficit di occupazione a livello locale o pressioni ambientali rispetto a soglie socialmente desiderabili, e poi calibra gli outcome contrattuali per contribuire in modo significativo alla riduzione di tali gap.

Dagli indicatori all’impatto: come funziona il framework Regg3

Questa logica orientata al contesto rafforza l’accountability e il valore pubblico di lungo periodo trattando il contesto non come sfondo, ma come fattore dinamico e co-prodotto nella progettazione contrattuale. Stakeholder di settori diversi condividono governance e apprendimento continuo, abilitando una gestione adattiva che reagisce a nuovi dati e a condizioni in evoluzione. Integrare una logica rigenerativa nella progettazione dei contratti e negli appalti pubblici offre una via per allineare gli incentivi finanziari a più confini: sociali, ambientali ed economici.

In termini operativi, la metodologia parte da indicatori locali pubblicamente disponibili in aree come occupazione, reddito e pressioni ambientali, definendo una baseline di dove il territorio si colloca rispetto a soglie desiderabili. I target di performance vengono poi calibrati su questi dati, così che i progressi siano misurati rispetto a bisogni specifici del contesto. Attraverso monitoraggio continuo e cicli di feedback, i contratti possono adattarsi nel tempo: ciò rafforza pertinenza e accountability, evitando la tipica insidia della “sostituzione metrica” (metric substitution).

Partecipare al dibattito: Regg3 nel panel SIIIC su banking e finance

Oltre alla presentazione del paper, Regg3 ha partecipato al panel SIIIC “Defining and Advancing Impact in Banking and Finance”, una sessione ricca di spunti pratici su come le organizzazioni definiscono, misurano e comunicano l’impatto. Moderato da studiosi dell’Università di Amburgo, il panel ha riunito voci provenienti da istituti pubblici e banche europee, mettendo in luce approcci reali per integrare l’ESG nell’analisi del rischio e nelle decisioni d’investimento.

I panelist hanno descritto framework come l’“impact appetite” di GLS Bank, che definisce obiettivi di impatto annuali e li comunica in modo trasparente. Indicatori ESG vengono integrati nell’analisi del rischio tramite strumenti come filtri di esclusione e metriche di governance. La conversazione ha inoltre evidenziato la differenza tra “impact investing” e “impact generation”, due strategie distinte ma complementari.

Tra gli altri elementi emersi: l’importanza dei mercati primari nel determinare l’impatto fin dalle fasi iniziali attraverso prestiti o partecipazioni dirette, e il ruolo dei mercati secondari nel diffondere l’influenza tramite engagement azionario. Le sfide discusse hanno spaziato dalle difficoltà metodologiche nel collegare output e outcome, fino alla complessità nel gestire trade-off e impatti negativi attraverso covenant e due diligence.

Uno sguardo avanti: dalla performance alla rigenerazione

Ripensando a SIIIC 2026 dal punto di vista della partecipazione di Regg3, l’esperienza ha confermato il crescente slancio attorno a strumenti innovativi di misurazione e finanziamento dell’impatto. Riformulando gli OBC attraverso una lente territoriale e confrontandoci con una community più ampia che affronta sfide pratiche e metodologiche, abbiamo raccolto insight che vanno ben oltre la teoria accademica.

È emerso con chiarezza che il futuro della finanza d’impatto dipende dal radicare le metriche contrattuali nei contesti reali, dal favorire una comunicazione trasparente e dallo sviluppare strumenti che supportino outcome adattivi e rigenerativi. Mentre la finanza sostenibile continua a evolvere, SIIIC ha offerto un promemoria tempestivo: l’innovazione deve sempre essere ancorata a un impatto significativo, e framework come quello che abbiamo presentato possono aiutare a guidare questo percorso.

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