C’è una lezione meravigliosa nascosta nel modo in cui funziona la natura: nulla va mai davvero sprecato. Una foglia che cade diventa nutrimento per il suolo; la pioggia di ieri diventa il fiume di domani. Nel mondo naturale, tutto si rigenera. Eppure, per troppo tempo, i sistemi umani sono stati costruiti su un principio opposto: quello dell’estrazione, dell’uso e dello scarto. Ora che il pianeta inizia a sentire il peso di questo squilibrio, una nuova ondata di innovazione sta emergendo, ispirata non solo alla sostenibilità, ma alla rigenerazione stessa.
Riciclo e Stato del Mondo
Il riciclo è diventato uno dei pilastri di questa trasformazione. A livello globale, l’industria del riciclo è destinata a superare i 1.000 miliardi di dollari entro il 2030 (mordorintelligence.com, 2025), spinta da una crescente consapevolezza e da politiche più forti a favore delle pratiche circolari.
Tuttavia, le sfide restano significative: solo circa il 19% dei rifiuti mondiali viene attualmente riciclato (earthday.org, 2025), mentre gran parte del resto finisce ancora in discarica o negli inceneritori. Nel Regno Unito, il tasso di riciclo domestico si attesta intorno al 44%, segno di progressi costanti ma anche di un ampio margine per l’innovazione (gov.uk, 2023). Al contrario, l’Italia ricicla circa l’85,6% dei suoi rifiuti totali (includendo sia quelli urbani che speciali), affermandosi come leader europeo nel recupero complessivo (gruppolem.eu, 2025).
Questo confronto mette in luce due aspetti chiave: da un lato, quanto sia ancora diffuso a livello globale il modello “take-make-dispose” (prendi, produci, smaltisci); dall’altro, l’opportunità di adottare sistemi più avanzati e rigenerativi. Il passo successivo è chiaro: trasformare il riciclo da un processo reattivo a un sistema rigenerativo, capace di ripristinare le risorse, ridurre le emissioni e generare valore sociale.
L’Evento: The Recycling Expo & Sustainable Trade & Production Expo 2025
Questo ottobre, quella visione ha preso vita al The Recycling Expo e al Sustainable Trade & Production Expo 2025, svoltisi dal 7 all’8 ottobre presso ExCeL London. L’evento ha riunito leader, imprenditori e innovatori che stanno ridefinendo la produzione, il commercio e la gestione dei rifiuti in ottica net zero e circolare.
Guidato da Eddy Lawrance e Laura Lawrance di The Recycling Expo, il summit di due giorni ha celebrato la tecnologia, il design e la collaborazione come i veri motori di un futuro sostenibile. L’evento ha riunito una vasta gamma di organizzazioni e rappresentanti che hanno presentato soluzioni circolari concrete, tra cui quelle illustrate da Amy Bird (Connolley Metals Ltd), Nic Gorini (Spin Ventures), Jo Kotas (USED CREATIVE), Hannah Standen (Alterist), Julien Vaissieres (Batch.Works), Safia Qureshi (CLUBZERØ) e molti altri.
Regg3 al Circular Innovation Stage
Nel cuore di questo ecosistema dinamico, Regg3 ha portato la propria voce a favore della rigenerazione. L’8 ottobre, durante l’intervento “From Sustainability to Net Positive: Designing Regenerative Business Models for the Future”, il nostro CEO Giovanni (Gigio) Moratti ha condiviso la visione di Regg3 sul passaggio dal “fare meno male” al creare impatto positivo netto.
La partecipazione di Regg3 è stata più di una presentazione; è stato un traguardo nella nostra missione di fornire alle organizzazioni strumenti e insight basati sui dati per la sostenibilità. Gigio ha illustrato come le imprese possano andare oltre la conformità normativa, progettando catene del valore rigenerative fondate sui reali bisogni ambientali e sociali. Trasformando i dati in azione concreta, Regg3 aiuta i settori produttivi a evolvere verso sistemi che restituiscono più di quanto prelevano — alle persone, alla natura e all’economia.
La Visione di Regg3: Dalla Conformità alla Rigenerazione
La nostra presentazione ha raccontato il percorso evolutivo dalla sostenibilità alla rigenerazione. Abbiamo mostrato come le organizzazioni possano passare dal misurare output e outcome al comprendere il vero impatto, che rappresenta il vero effetto delle loro attività sulla società e sull’ambiente.
Il framework di Regg3 si fonda su tre pilastri — Scienza, Dati e Territori:
- Scienza, come base sistemica, studia le interazioni tra attività umane, ecosistemi e sistemi sociali.
- Dati, che connettono organizzazioni e territori, integrando informazioni open source e istituzionali per mappare bisogni e opportunità.
- Territori, che ancorano l’impatto al contesto reale, riconoscendo che ogni area ha un proprio limite ambientale e una propria base sociale.
Grazie a questo approccio, Regg3 identifica lo “spazio giusto e sicuro” per l’attività umana, uno spazio che può essere rigenerato attraverso il ripristino degli ecosistemi e il rafforzamento dei servizi sociali.
Questa visione si estende anche alle catene di fornitura. Abbiamo confrontato il modello lineare tradizionale, centrato su efficienza e costo, con un modello rigenerativo che crea valore condiviso affrontando le carenze locali. Collegando diversi attori, un’impresa edile che produce materiali residuali, un produttore di calcestruzzo che li ricicla, un’organizzazione che li utilizza per proteggere le coste e un comune che pianifica lo sviluppo urbano, Regg3 sta costruendo un marketplace per le supply chain rigenerative, dove l’impatto diventa un asset di valore economico e sociale.
Voci di Cambiamento: Lezioni dagli Altri Partecipanti
Oltre al nostro intervento, l’Expo è stato un’occasione straordinaria per ascoltare e confrontarsi con altri protagonisti della transizione sostenibile. Un intervento particolarmente interessante sul futuro del riciclo dei metalli ha messo in luce l’importanza dei dati per creare trasparenza e attrarre nuovi talenti. Come ha osservato uno dei relatori, “i dati sono feedback”,poiché non solo migliorano l’efficienza, ma motivano i lavoratori che cercano un senso e un impatto concreto nel loro lavoro.
Altro tema centrale è stato il Carbon Border Adjustment Mechanism (CBAM) del Regno Unito, che entrerà in vigore il 1° gennaio 2027. Questo meccanismo introdurrà un prezzo sul carbonio per le merci importate, come acciaio, cemento, alluminio, fertilizzanti e idrogeno, con l’obiettivo di evitare la “fuga di carbonio” e garantire condizioni di concorrenza eque. È un segnale chiaro che l’economia rigenerativa sta passando dalla teoria alla legislazione, trasformando i sistemi produttivi e commerciali a livello globale.
Le conversazioni hanno toccato anche il tema della resilienza, sottolineando la necessità di investire in settori in grado di resistere a crisi come pandemie o conflitti, tra cui metalli, energia, alimentazione e sanità. Questi settori rappresentano la spina dorsale della stabilità, e la loro transizione verso modelli rigenerativi definirà il prossimo capitolo della crescita sostenibile.
Riflessioni Finali: Il Ciclo Rigenerativo
Lasciando l’ExCeL London, l’aria era carica di energia, non solo per le innovazioni viste, ma per le connessioni create. Il Recycling Expo non riguardava soltanto la tecnologia o le tendenze, ma invitava a ripensare le relazioni tra le persone, le risorse e il pianeta.
Come in natura, dove ogni elemento ha un ruolo in un ciclo continuo di rinnovamento, anche noi dobbiamo costruire sistemi economici che funzionino allo stesso modo: dove lo scarto diventa risorsa, dove l’impatto diventa opportunità, e dove la crescita significa rigenerazione.
In Regg3, crediamo che questo non sia solo il futuro — è già cominciato.